Quest'opera è dedicata alla memoria di Ghesce Giampel Senghe Ati e a tutti gli altri miei Maestri tibetani.

PRESENTAZIONE

Nel giugno del 1973, a Roma, ho avuto la fortuna di contattare (sia pure solo telefonicamente) il Lama tibetano Ghesce Giampel Senghe Ati, dal quale due anni dopo ho ricevuto alcuni insegnamenti sul buddhismo ed una profezia (che si è realizzata puntualmente). A questi insegnamenti hanno fatto seguito - nel corso degli anni successivi - quelli di molti altri Maestri in diverse località. Desidero nominarli tutti, con riconoscenza, perché da ognuno di essi ho imparato qualcosa: qualcosa che è riportato in quest’opera sul Dharma, ma soprattutto qualcosa che si è depositato in modo indelebile nel mio cuore.

Si tratta di Thubten Zopa, Thubten Yesce, Kalu Rinpoce, Yesci Dönden, Gonsar Rinpoce, Ghesce Rabten, S.S.Sakya Trizin, Yesce Tobden, Ghesce Ciampa Ghyatzo, S.S. il Dalai Lama, Ghesce Ciampa Lödro, Ghesce Tenzin Gonpo, Gangcen Rinpoce, Giang-ciub Son-dup, Ole Nydahl, Ghesce Sonam Giang-ciub, Ghesce Tasci Bum, Ghesce Sonam Ghyalzen, Thamthog Rinpoce, Namkhai Norbu, Tenzin Ösel Rinpoce, Dagpo Rinpoce, Nelgiorpa Tenzin, Yangsi Rinpoce, Khyabge Trigiang Ciogtrul Rinpoce, Palgin Tülku, Ghesce Lobsang Scerab (il Lama residente presso il Centro Giang-ciub di Bergamo, la mia città) e Lama Michel.

Nel contempo, l'interesse per il buddhismo del Tibet mi spingeva anche alla lettura e allo studio di testi di autori occidentali, di cui ho tenuto conto in questo lavoro: essi non sono stati citati di volta in volta per non appesantire il testo con ulteriori note, ma sono elencati nell'unita bibliografia e ad essi sono debitori molti concetti espressi in quest’opera.

Il presente lavoro è pertanto il risultato nato dall'esigenza di raccogliere e coordinare fra loro i vari insegnamenti ricevuti e gli studi effettuati. Esso ha costituito per me - al di là delle parole scritte - un'esperienza interiore davvero affascinante, di cui sono grato a tutti coloro che mi hanno così autorevolmente preceduto nello studio e nella diffusione del Dharma.

E' evidente che quest'opera non pretende affatto di essere esaustiva: il mio contributo è soltanto una traccia, un inizio, che mi auguro venga sviluppato e perfezionato ulteriormente da parte di altri appassionati del buddhismo tibetano.

Ringrazio infine tutte le persone che hanno lavorato per rendere possibile la pubblicazione di questo studio, che auspico possa essere di beneficio a chi si accosta al Dharma.

Bergamo, giugno 2003 
L'autore
Il Dharma del Tibet a cura di Aldo Franzoni del Centro Giang-Ciub di Bergamo per lo studio e la pratica del Buddhismo tibetano